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LA SQUADRA CORSE DEL SIC/58 PRONTA PER TORNARE AL MONDIALE…

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«è dura, ma torno nel mondiale» Simoncelli
a le mans c’è paolo: «il team sic58 in moto3 nel 2017 cosa ne direbbe marco? Mi ha messo lui nel casino»

PUBBLICATO NELL’EDIZIONE DEL 07 MAGGIO 2016

di PAOLO IANIERI Inviato a LE MANS

Rientrare in quel paddock dove ha passato tanti anni è stato una botta. «Sono arrivato mercoledì sera, ho salutato un paio di persone e sono scappato». Sotto la chioma ribelle venata di grigio, diversa dai magici riccioli che avevano reso Marco riconoscibile ovunque, eppure altrettanto affascinante, gli occhi di Paolo Simoncelli si velano di ricordi, il tono di voce si abbassa. Si era visto altre volte a un GP, il padre del Sic, in questi quasi cinque anni da quella tragica domenica in Malesia, ma solo per qualche comparsata veloce, il ritiro di un premio, la presentazione di iniziative legate a Marco. Questa, invece, è una storia diversa, perché oltre al Motomondiale, Le Mans nel weekend ospita il 2° appuntamento del Cev, il campionato spagnolo valido come Mondiale junior. E tra i 33 iscritti, in sella alle Honda ci sono Tony Arbolino e Yari Montella, i piloti della Sic58 Squadra Corse, il team creato da Paolo nel ricordo di Marco. Il team col quale, nel 2017 il nome Simoncelli tornerà nel Mondiale. Paolo, è bello ritrovarla qui.«Ma è dura. Mercoledì è stato il giorno più difficile da quando ho iniziato questa avventura. Un anno fa, quando sempre qui Tony ha combinato un casino al via rischiando di farsi male, ero a Vallelunga per il Tricolore. È il primo weekend di Mondiale da quando è successa quella cosa a Marco».Emozioni? «Tante, i tifosi mi riconoscono. Provo a girare poco e incontrare meno gente possibile, ma sono tutti carini. È bello vedere i tifosi di Valentino col marchio di Marco, a chiedere una foto. Ma sto bene solo quando andiamo in pista, senza altre distrazioni».Ha creato una bella squadra.«Io ci metto tutto me stesso, ma la differenza la fa il polso destro».E quello dei suoi piloti com’è?«Arbolino lo chiamo l’artista della moto. È un fenomeno vero, ma come tutti gli artisti è un po’ matto, animo ribelle, zingaro. Montella, al debutto nel Cev dopo un anno nel Tricolore è un grandissimo lavoratore, analitico. Sono opposti. Per Arbolino c’è solo la gara, il lavoro vero sarà fargli capire che non basta».La loro fortuna è la sua esperienza.«Noi non abbiamo il Ranch come Valentino, la nostra non è un’accademia ma una squadra corse. Però la preparazione fisica e psicologica son sempre più fondamentali: pensiamo a un accordo col Driver Program Center di Forlì, che già seleziona i piloti per Ferrari e Porsche. Tra Cev e Tricolore schieriamo 6 piloti, 4 non pagano una lira, comando 14 persone. Ho avuto la fortuna di incontrare Fabio Balducci, l’ex iridato supermotard, capotecnico perfetto: una persona squisita che sa come parlare ai ragazzi».Tanti anni al fianco di Marco che errori le stanno evitando?«Bella domanda: in passato ne ho fatti tanti, sono avvantaggiato. So come funzionano le cose, cosa succede nella testa di un bambino e provo a farlo capire, ai ragazzi come ai genitori».Tasto pericoloso quest’ultimo.«Non mi faccio problemi a sgridarli o litigarci. I bambini hanno bisogno di paletti, se non glieli dai alla fine pensano che tu te ne sbatti. Magari passi per cattivo, ma ti rispettano».I suoi piloti saranno pronti per il Mondiale nel 2017?«Almeno uno lo vorrei. C’è anche Mattia Casadei, corre la Rookies Cup. Avevo Valtulini, ma è stato costretto dagli sponsor a passare nel Mondiale. Ci siamo visti qui, mi ha detto «hai ragione, non ero pronto, sarei dovuto restare». Il Cev è di altissimo livello, gestito bene, i primi 5 son già da Mondiale, basta guardare Bulega: oltre che talento ha una bella testa. È quella a fare la differenza».Tra Spagna e Italia lei viaggia più di prima.«Un bene, nei periodi vuoti penso troppo. Mia moglie è contenta, mi vede più sereno anche se ci vediamo di meno».C’è la squadra, ma c’è anche la Fondazione.«La casa per i disabili a Coriano va bene. È stato difficile fare i contratti edili, ho incontrato gente alla quale non fregava nulla di questo progetto ed è stata una grande delusione. Ma anche nel 2014 ci sono arrivati 246 mila euro dal 5 x mille e non dimentico che i primi 300 mila sono quelli della Gazzetta col libro Ciao Sic».Cosa vede nella MotoGP?«Valentino è un campionissimo, una bestia, si allena 4 ore al giorno, la gente dovrebbe prendere esempio. La scelta di Lorenzo non mi ha sorpreso, cambiare serve, in Ducati troverà una squadra che vuole sfondare e Dall’Igna, che le corse le sa fare. Pedrosa farebbe bene a cambiare aria, Viñales è un bel ragazzino, con Vale avrebbe tutto da imparare e la Yamaha è una bella biciclettina».Che consiglio le darebbe Marco se la vedesse in questo ruolo?«Non lo so, ma lui mi ha messo in un bel casino. Meno male che ci sono i miei bambini, mi aiutano molto».©

di Ianieri Paolo
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Gazzetta 07.05.16 «è dura, ma torno nel mondiale» Simoncelli